APPELLO CITTADINO PER IL RITIRO DEI MILITARI ITALIANI DALLA TURCHIA se

armi-3-8Esprimiamo tutta la nostra preoccupazione e condanna per l’invasione Turca dei territori Curdi del nord della Siria.

Un’aggressione mascherata da operazione antiterrorismo che ingenerosamente colpisce una popolazione che ha tanto sofferto in questi prolungati anni di guerra all’ISIS e che tanto ha contribuito con il proprio sangue alla sconfitta sul campo di Daesh.

 

La convivenza tra la popolazione turca e curda in queste regioni è stata storicamente possibile e potrà esserlo ancora solo se lo Stato Turco accetti di sedersi a un tavolo di trattative con i rappresentanti curdi, con pari dignità, per trovare un accordo sul riconoscimento e indipendenza dei loro territori.

La comunità internazionale, l’Europa, l’Italia, hanno ancora fresco un debito di riconoscenza nei confronti delle donne e degli uomini curdi che si sono battuti fino alla morte per fermare il comune nemico Daesh e salvaguardare la sicurezza e serenità dell’Europa e del nostro Paese, di noi tutti.

 

Invece l’Italia sostiene militarmente il paese aggressore, con commessi militari[1], e con la presenza di propri militari e batterie di missili terra aria SAMP/T schierati sui confini della Siria[2].

samp

 

Chiediamo quindi che il governo italiano:

  • ritiri immediatamente dall’area, le truppe e le batterie di missili terra aria SAMP/T attualmente schierati a Kahramanmaras;
  • sospenda ogni collaborazione militare con la Turchia, sia addestramento, che commercio d’armi e cooperazione dell’industria bellica (nel rispetto della legge 185/90, che vieta le esportazioni militari verso i paesi belligeranti).

 

Chiediamo che si avvii immediatamente, in tutte le sedi internazionali, una forte e decisa azione diplomatica affinché:

 

  • cessino immediatamente le ostilità e si fermino le manovre di invasione del territorio siriano abitato storicamente dalla popolazione curda;
  • si dia mandato senza esitazioni a una delegazione internazionale che garantisca in loco la fine delle ostilità, il rispetto dei confini, il diritto internazionale; • si provveda all’invio di soccorsi per le vittime e per i profughi del conflitto.

Consulta cittadina per la pace, la nonviolenza, i diritti umani, il disarmo

Acli Palermo, Mir Palermo, WILPF, Accademia di psicologia applicata APA, Come una marea, Palermo Pride, Centro Arcobaleno 3P, Hryo, Sail Race Accademy.

 

[1] Negli ultimi 4 anni, L’Italia ha venduto alla Turchia 890 milioni di euro in armamenti e consegnato materiale di armamento per 463 milioni di euro.

Nel 2018 il valore delle esportazioni in Turchia di “materiali d’armamento” autorizzate dal ministero degli Esteri è stato di 362,3 milioni di euro, con un aumento del 36% rispetto all’anno precedente (266,1 milioni), si legge nella relazione governativa al Parlamento.

Ankara è da molti anni uno dei maggiori clienti dell’industria bellica italiana e le forze armate turche hanno diversi elicotteri T129, di fatto una licenza di coproduzione degli elicotteri d’attacco italiani di AW129 Mangusta. Nel 2018 sono state concesse 70 licenze di esportazione definitiva. Tra i materiali autorizzati: armi o sistemi d’arma di calibro superiore ai 19.7 millimetri, munizioni, bombe, siluri, arazzi, missili e accessori oltre ad apparecchiature per la direzione del tiro, aeromobili e software.

In particolare nel 2018 sono state concesse 70 licenze di esportazione definitiva per un controvalore di oltre 360 milioni di euro (fonte: Rete Italiana Disarmo su dati parlamentari).

 

[2] Inoltre l’Italia partecipa alla missione NATO Active Fence con 130 unità di personale militare, nella base di

Kahramanmaras. Il fabbisogno finanziario della missione è stimato in euro 11.794.944 (Senato,17° legislatura relazione 25, schede 37- 42)

Dal 12 ottobre 2016 è presente in Turchia un contingente italiano, il 4° Reggimento Artiglieria Controaerei “Peschiera”.

L’Italia schiera in Turchia la batteria dei SAMP/T italiani, con il supporto di un altro velivolo radar AWACS (Airborne Warning and Control System).

Il sistema antiaereo e antimissile a medio raggio SAMP/T è stato sviluppato dal consorzio europeo “Eurosam” formato dalle aziende MBDA Italia (gruppo Leonardo-Finmeccanica) e Thales (Francia). Basato sul missile intercettore “Aster 30” con un raggio sino a 100 km e una velocità massima di 1.400 m/s.

Difficile non notare che dopo l’abbattimento da parte di un F-16 turco di un bombardiere russo il 24 novembre 2016, tutti i partner NATO hanno ritirato le loro batterie di missili terra-aria dal sud della Turchia, tranne l’Italia. (dati: Analisidifesa.it)

 

Kahramanmaras

 

 

 

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