PERUGIA ASSISI 7 ottobre 2018: Partenza da Palermo

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Sabato 8 ottobre giornata di mobilitazione nazionale di STOP RAZZISMO

<img src=”http://www.unicobas.it/114.jpg&#8221; alt=”” width=”322″ height=”242″ /><strong>Solidarietà con l’insorgenza dei popoli contro tutti i dittatori, il sistema degli Stati e le loro guerre.</strong>
<strong> Solidarietà con il popolo siriano contro la feroce dittatura di Bashar Al Assad che ha già causato migliaia di vittime innocenti.</strong>
<strong> Solidarietà e accoglienza incondizionata per tutti i fratelli e le sorelle immigrate.</strong>
<strong> No al pacchetto sicurezza e al reato di clandestinità.</strong>
<strong> Regolarizzazione senza condizioni per tutti/e, diritto di cittadinanza per i bambini figli di immigrati che nascono in Italia (ius solis).</strong>
<strong> Affermiamo le nostre esigenze e bisogni contro la manovra economica antipopolare del governo Berlusconi e contro tutti gli oppressori.</strong>
<h3>SABATO 8 OTTOBRE 2011 ore 16.30
Piazza Verdi (davanti al Teatro Massimo)
<strong><em>Programma della giornata:</em></strong>
16.30 presentazione e apertura
17.00 la rivoluzione del popolo siriano (a cura di socialismo rivoluzionario)
18.30 accoglienza e solidarietà, sanatoria generalizzata (a cura dell’Associazione 3 Febbraio)
20.00 banchetti gastronomici, musica e spettacoli</h3>
Nel corso dell’iniziativa: banchetti delle realtà presenti, spazio bimbi, mostre e tanto altro…

<strong>Adesioni</strong>:<em>Stop Razzusmo, Associazione antirazzista interetnica 3 febbraio – Palermo; Socialismo Rivoluzionario; UNICOBAS Palermo, M.C.L. – Associazione Lavoratori Stranieri – Trapani; Associazione Edo Club – onlus. Nigeria; UN.I.S. – Associazione Ivoriana; Comunità del Bangladesh; Comunità del Senegal; Comitato Solidale Antirazzista “Diversa-mente Insieme”(facoltà di Lettere e Filosofia);MIR, ReteLilliput Isola, CSA “Boomerang”(liceo Umberto I); CSA “Ebano”(liceo Vittorio Emanuele II); La Compagnia dei Fuocolieri; Siqiliah Ensemble</em>
<strong>ACCOGLIENTI CON I NOSTRI FRATELLI</strong>
<strong> E LE NOSTRE SORELLE</strong>
<strong> INDIGNATI CON GLI OPPPRESSORI</strong>

Donne e uomini nel mondo arabo stanno insorgendo per affermare libertà, dignità e autodeterminazione contro i dittatori ed il sistema degli Stati.
Ancor più il popolo siriano sta lottando da più di sei mesi, unito e con coraggio, contro la feroce dittatura di Bashar Al Assad.
Fratelli e sorelle emigrano dal proprio paese per cercare un futuro migliore per se e per i propri cari.
In tutto il mondo, dal Sud America alla Cina, diverse mobilitazioni si stanno sviluppando contro chi limita e opprime la vita dei popoli.
In Italia molti studenti e lavoratori vogliono affermare diritti e bisogni negati da governo e padronato.
In ragione della nostra comune umanità siamo quindi solidali verso tutte queste persone e per l’accoglienza incondizionata di tutti i nostri fratelli e le nostre sorelle immigrate.
Siamo indignati contro tutti gli oppressori e denunciamo tutte le misure razziste del governo Berlusconi e di quelli precedenti, la criminale pratica dei respingimenti in mare e delle espulsioni degli immigrati.
Per tutto questo vogliamo dare vita ad una piazza accogliente, colorata e vivace. Creare insieme un‘occasione di crescita e di confronto per prendere consapevolezza che noi tutti (persone solidali, associazioni, comitati e organizzazioni), uniti nella solidarietà, possiamo cambiare in meglio la realtà che ci circonda!
L’8 ottobre tutti protagonisti a Piazza Verdi dalle 16.30 in poi!

<em>Comitato promotore – Palermo</em>

Traghetti-prigione per Immigrati nel porto di Palermo:Gli uffici ONU di Ban Ki Moon comunicano che per l’UNHCR “una tale situazione suscita preoccupazione in termini di rispetto delle regole e la fornitura di assistenza umanitaria”.

Ufficio del portavoce del segretario generale dell’ ONU Ban Ki-moon

“Per quanto riguarda i 3 traghetti che sono attraccati nel porto di Palermo, l’agenzia dell’ONU per i rifugiati, UNHCR, rileva che una tale situazione suscita preoccupazione in termini di rispetto delle regole e la fornitura di assistenza umanitaria. Dichiara che la procura di Palermo sta conducendo un’inchiesta per indagare sulla possibile violazione della normativa in materia di detenzione.

L’UNHCR crede ancora che il centro di prima accoglienza a Lampedusa, se usato come originariamente previsto, potrebbe offrire un efficace accoglienza temporanea iniziale per le persone soccorse in mare. Secondo l’agenzia, la cancellazione di Lampedusa dalla zona di salvataggio potrebbe avere gravi ripercussioni sulle operazioni di salvataggio in mare, che sono stati finora effettuati dalla Guardia Costiera italiana e le altre autorità competenti. L’UNHCR aggiunge che Porto Empedocle, in Sicilia, continente, è ora più vicino il porto italiano sicuro e questo potrebbe rendere gli sforzi di soccorso in mare più complicato e difficile “.

Office of the Spokesperson for the Secretary-General UN Ban Ki-moon

“Concerning the 3 ferries that were docked at the Palermo harbour, the UN Refugee agency, UNHCR, notes that such a situation raises concern in terms of respect of rules and provision of humanitarian assistance. It says that the attorney of Palermo is conducting an enquiry to investigate on possible violation of the law regarding detention.

UNHCR still believes that the first reception centre on Lampedusa, if used as originally intended, could offer an effective temporary initial reception to persons rescued at sea. According to the agency, the cancellation of Lampedusa from the rescue area could have serious repercussions on rescue operations at sea which have so far been carried out by the Italian Coast Guard and other competent authorities. UNHCR adds that Porto Empedocle, in mainland Sicily, is now the nearest Italian safe port and this could make rescue at sea efforts more complicated and difficult.”

foto di Danila D’Amico ©

Lettera alla Chiesa di Lampedusa

AL Parroco della Parrochia S. Gerlando di Lampedusa

alla comunità Parrocchiale

Per effetto dei conflitti in Libia, Tunisia e nel Maghreb migliaia di africani sfidando la sorte ed il mare cercano di raggiungere l’Europa con imbarcazioni di fortuna.

La loro meta  è l’isola di Lampedusa.

Quest’isola, dalla vocazione turistica e marinara, subisce da anni una forte pressione migratoria per i continui sbarchi  di migliaia di migranti salvati in mare.

Tuttavia in questa primavera, la “primavera del mondo arabo”, durante la guerra di Libia, i lampedusani  e le lampedusane hanno dato una splendida lezione solidarietà soccorrendo migliaia di profughi, che le scelte del governo italiano, voleva giorno e notte ammassati al freddo  sulle banchine del porto.

In quest’opera  umanitaria  sono state protagoniste in primo luogo la parrocchia cattolica e le donne del paese.

Una catena di solidarietà che ha mobilitato i centri assistenziali delle chiese di Sicilia.

Come nonviolenti in Sicilia abbiamo scelto di impegnarci a sostegno di quest’opera.

Attenzione ai migranti ben rappresentata nella Via Crucis del Venerdì Santo, quando per simboleggiare il coinvolgimento nelle sofferenze di quanti fuggono da guerre e miseria, la Parrocchia di Lampedusa ha scelto di rappresentarlo con 14 croci di legno azzurro, recuperato dalle imbarcazioni distrutte nello scontro con gli scogli dell’isola.

Una tragedia che costa ogni anno la silenziosa strage 1500 umane perse in mare, nell’insensibilità dei governi e di quanti organizzano il traffico di esseri umani.

L’esempio della solidarietà dei Lampedusani e delle lampedusane ha quindi suscitato l’ammirazione della Nazione e delle Istituzioni italiane.

Oggi purtroppo, dopo una rivolta, successiva a più mesi di internamento , 800 migranti sono stati espulsi dall’isola ed ad oggi, in attesa di espulsione, sono impropriamente detenuti su 3 navi ormeggiate nel porto di Palermo.

Tutto ciò nei giorni della festività religiosa della comunità lampedusana, votata alla devozione mariana per la Madonna  “di porto salvo”.

Eppure proprio in questi giorni  di devozione  politici ed amministratori di dubbio gusto hanno scelto di eccitare gli animi dei più deboli  incitandoli ad un assurda contrapposizione tra poveri.

Si è arrivati persino alla tristezza di “ronde”  a caccia di immigrati ed all’incendio dell’auto del direttore del centro di detenzione degli immigrati.

Qual è la vera Lampedusa?

La tristezza di questi giorni di “festa”? O l’esempio della Primavera nel Mediterraneo?

A noi piace ricordare il vostro impegno che non riteniamo passato e che ci offriamo di continuare a sostenere.

Nel ricordo di quella Madonna di Porto Salvo, anche Lei Migrante, anche lei Madre esclusa e rifiutata con il suo Bambino.

Protettrice dei naviganti e di tutte le vittime degli Esodo dei giorni nostri. Esodo  che può finire in tragedia  o trasformarsi  in  Liberazione, anche grazie alla Carità degli uomini e delle donne che con la loro vicinanza agli ultimi testimoniano la presenza di Dio nella storia.

Firmata da: Francesco Lo Cascio (MIR/ IFOR), p. Giovanni Calcara o.p. , fra Antonino Clemenza ofm , Salvatore Scaglia (laici domenicani), opera antoniana, fra Graziano Bruno ofm,

http://is.gd/letteralampedusa

Nave italiana mitragliata dalla Libia – Interrogazione al Governo del radicale Mecacci


Il mitragliamento di un peschereccio italiano, che a differenza di quanto ha dichiarato ieri Frattini, stava rispettando la legalità internazionale, e’ un fatto grave che avrebbe visto una reazione decisa da parte di qualsiasi Governo democratico.
Purtroppo il Governo interviene coprendo i truffatori delle quote latte su istigazione della Lega e lascia che i pescatori siciliani possano essere trattati da delinquenti, solo perché la Libia non riconosce le acque internazionali. Ma di quale “amicizia” stiamo parlando? Di quella tra Italia e Libia o di quella personale tra Gheddafi e Berlusconi adì danni degli interessi degli italiani?

Dichiarazione di Matteo Mecacci, Deputato Radicale-PD, Relatore Osce su democrazia, diritti umani e questioni umanitarie.
“L’assenza del Ministro degli Esteri Frattini in aula e la risposta del Ministro Vito confermano la complicità politica del nostro Governo Berlusconi con la Libia di Gheddafi in continue violazioni della legalità internazionale.”

Libia: alle 15 Governo risponde a question time presentato da matteo Mecacci alla Camera.

Oggi alle 15, in diretta su Rai Tre, il governo italiano risponderà all’interrogazione a risposta immediata dal deputato radicale- PD Matteo Mecacci sul mitragliamento del peschereccio italiano Ariete avvenuto la domenica scorsa ad opera delle aut…orità libiche, e sui rapporti politici tra l’Italia e il Governo libico.

Il governo risponda in parlamento sul mitragliamento del peschereccio “Ariete” da parte di una motovedetta libica

Chiediamo la presentazione di una interrogazione parlamentare al Ministro degli Esteri per conoscere quali iniziative intenda assumere in relazione al mitragliamento, in acque internazionali, del peschereccio Ariete in data 13.09.2010 da parte di una motovedetta libica, per sapere se detta motovedetta si tra quelle cedute dal governo italiano al governo libico, se vi sia stata la presenza a bordo di personale italiano e con quali regole d’ingaggio, quali passi formali siano stati compiuti dal governo italiano presso il governo libico in ordine alla conoscenza dei fatti ed alla condanna dell’accaduto, se si intenda assumere contromisure relative all’accaduto ed in particolare se si intenda sospendere i pattugliamenti misti che coinvolgono personale della guardi a di finanza, se si intenda sospendere l’assistenza tecnica per la manutenzione dei mezzi militari forniti alla Libia, se siano previste misure ulteriori relative ai progetti ed agli accordi in corso col governo della Libia.

Cliccando il link sottostante puoi scrivere ai parlamentari che hanno già collaborato con “Iniziativa Nonviolenta”.


Clicca per chiedere ai parlamentari di presentare un’interrogazione sul mitragliamento del peschereccio “Ariete” da parte di una motovedetta libica.

componenti della commissione Esteri della  Camera
componenti della commissione Esteri del  Senato
Banca dati per interrogazioni ed interpellanze parlamentari