Dichiarazione

La Consulta per la pace auspica di essere riconosciuta quale consulta permanente, l’istituzione di un ufficio per la pace con certezza di risorse umane e finanziarie, prende atto delle lungaggini relative all’annosa vicenda della 4 volte annunciata concessione di un bene confiscato alla mafia – tra l’altro più volte annunciata dal Viminale durante la scorsa campagna elettorale.

Auspica quindi il reperimento di soluzioni funzionali idonee, non accettando contestualmente alcuna contrapposizione con altri soggetti politici dell’area antimilitarista, invocando soluzioni fondate sul dialogo e su una risoluzione pacifica delle diverse esigenze e altresì rifiutando soluzioni di forza che reputa intempestive e controproducenti.

 

l’Italia intera attende il ritorno di Silvia Romano

Rapimento di Silvia Romano, le istituzioni italiane si impegnino per farla ritornare a casa. A distanza di 1 anno, l’Italia intera attende il ritorno di Silvia Romano, una ragazza che ha creduto nei valori del volontariato e della cooperazione internazionale ancora oggi in ostaggio in Kenya da parte di soggetti che non condividono i valori attivi della solidarietà, fratellanza e della pace. Attendiamo con apprensione una svolta positiva di questa vicenda, lo si deve sopratutto per i familiari e gli amici di Silvia.

Appello per una Consulta Regionale della Pace

Le associazioni del comitato promotore della legge regionale per la cultura di pace promuovono la costituzione della Consulta Regionale per la Pace,
facendo appello alla società civile ed agli ee.ll. siciliani impegnati in favore della cultura di Pace.
Le associazioni sono impegnate in Partnership per la promozione delle “Scuola di Nonviolenza “, per l’istituzione della cattedra UNESCO Mediterranea tra Valencia e Messina, per un primo concorso per le tesi di laurea siciliane sugli studi di Pace.
Agli ee.ll. è richiesto di sotto scrivere il presente appello ed il patrocinio e stimolo di analoghe occasioni di promozione della partecipazione a livello locale.

Una prima importante occasione di approfondimento della Cultura di Pace potrà quindi essere Sabato 23 alle ore 09,30 presso Palazzo Comitini Sala Martorana, incontrando sul tema Marina Sereni vice ministro degli esteri e della cooperazione internazionale, per una prima occasione di interlocuzione tra governo e società civile ed autorità locali.

Mir Palermo, Acli, Accademia di psicologia applicata, Ceipes, Centro per lo sviluppo creativo, Coppem, Cresm, Human rights youth organizzation, Italian peace research institute, Pax christi, Servizio civile internazionale, Wilpf.

Pace, fa tappa a Palermo la barca “Bamboo”, la barca della marcia mondiale della Nonviolenza

Pace, fa tappa a Palermo la barca “Bamboo”

di Serena Termini

Pace, disarmo nucleare, diritti umani e ambiente: questi i temi della seconda Marcia Mondiale della NonViolenza. Domani alle ore 12 arriva a la Cala del porto l’imbarcazione del progetto “Meditteraneo Mar de Paz”

PALERMO – Pace, disarmo nucleare, diritti umani e ambiente: sono questi i temi della seconda Marcia Mondiale della NonViolenza che, dopo dieci anni dalla sua nascita, attraverserà via mare un mondo dove sono in corso trenta guerre e ci sono diciotto aree di crisi internazionale. Domani alle ore 12 farà la sua tappa ufficiale presso la Cala del porto di Palermo accolta dagli attivisti della Consulta della Pace, rappresentanti del Mir, dalla Lega Navale Italiana, dall’equipaggio della barca solidale di Lisca Bianca e da alcune autorità cittadine.

Alla barca Bamboo del progetto “Meditteraneo Mar de Paz”, se le condizioni meteo lo consentiranno, andranno incontro, anche, una decina di barche a vela con a bordo bambini affetti da malattie rare che partecipano al progetto di vela terapia di Lega Navale Italiana e Ospedale Civico. Il velista Maurizio D’amico ospiterà a bordo della propria barca a vela musicisti con i tamburi con cui verrà animato il momento di accoglienza dell’approdo. La barca rimarrà a Palermo fino a lunedì 18 Novembre.

Durante la permanenza nel capoluogo siciliano è previsto un incontro sulla mondialità e Pace presso il centro salesiano di Santa Chiara e un pranzo presso il locale di co-working internazionale Moltivolti. La domenica, invece, l’equipaggio conoscerà la realtà di accoglienza del Centro Arcobaleno 3P della suora missionaria Anna Alonzo.

Il progetto Mediterraneo Mare di Pace, rotta marittima della “2ª Marcia mondiale per la Pace e la Nonviolenza” è nato in Spagna da Mundosinguerras y sin violencia ed è stato sviluppato a Palermo in Italia e Pirano in Slovenia dov’è stata ideata la Marcia a vela sul mare.

La barca, partita da Genova lo scorso 27 ottobre, è stata già a Marsiglia e Barcellona. Diretta a Tunisi, ha dovuto fare una sosta per le condizioni meteo non buone a Cagliari. Adesso è diretta a Palermo e poi dopo andrà a Tunisi sede del World Social Forum 2013. La tappa conclusiva si svolgerà a Livorno mentre a Roma il prossimo 27 novembre si svolgerà presso la Società geografica italiana il racconto del viaggio. La Marcia sul Mare terminerà a Livorno, porto nucleare militare italiano che rifornisce per le guerre del Mediterraneo le armi del più grande arsenale situato fuori dagli Stati Uniti. A Barcellona l’equipaggio ha incontrato gli attivisti della Peace Boat e dell’ong giapponese che racconta l’olocausto atomico di Hiroshima e Nagasaki, viaggiando sui mari del mondo contro il disarmo nucleare.

“Ci proponiamo di impostare un percorso tra diverse esperienze, unite nel comune desiderio di un Mediterraneo di pace, col fine di interconnettere le iniziative territoriali in un contesto globale – dice in una nota l”equipaggio -. Gli obiettivi del viaggio sono quelli di promuovere la solidarietà tra paesi costieri per trovare soluzioni a problemi e conflitti del contesto mediterraneo; creare le condizioni per un’area d’integrazione tra i popoli millenari che lo abitano; giungere a un trattato per un mare di pace libero da armi nucleari; puntare al disarmo nucleare che è uno dei temi principali della marcia. Sul Mediterraneo convergono culture diverse che talvolta si affrontano in guerra. È divenuto mare di morte, abisso tra Africa Medioriente ed Europa per la perdita colpevole di vite umane migranti. ‘Mediterranean Mar de Paz’ mira a trasformare queste acque, culla di molte culture in un luogo di dialogo e integrazione tra i popoli”.

“Da Palermo parte la rete di Ambasciate per la Pace tra le città mediterranee. Il messaggio centrale è quello di portare il diritto universale alla pace – sottolinea Francesco Lo Cascio portavoce della Consulta della pace e vice presidente nazionale del Mir -, assieme alle campagne che lo promuovono in Europa Maghreb e Medio Oriente. Dalla nostra città, infatti, insieme al sindaco Orlando, l’iniziativa delle Ambasciate di Pace coinvolge 14 città del Mediterraneo e alcune associazioni di città arabe. L’obiettivo è quello di avviare una vera e propria partnership sui temi della pace, creando una rete internazionale che lavori concretamente sugli aspetti più problematici che riguardano i conflitti nell’area mediterranea e puntando alla promozione concreta delle iniziative di pace e nonviolenza mondiale”.

“Dopo il viaggio sul Mediterraneo occidentale intendiamo farne un’altro ad oriente – dice ancora nella nota l’equipaggio -, a partire dal golfo che ospita due porti nucleari di transito, Trieste in Italia e Koper in Slovenia; dove cercheremo di implementare il Trattato di Pace tra Italia e Paesi vincitori della seconda guerra mondiale che prevedeva un territorio smilitarizzato e neutrale, ora diviso fra Italia Slovenia e Croazia”.

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Incontro del Vescovo don Corrado Lorefice con la Consulta della Pace e le associazioni nonviolente.

(foto di Rosellina Garbo)

Oggi 09 Novembre 2019, Don Corrado Lorefice, Vescovo della diocesi di Palermo, ha incontrato la Consulta per la Pace  del Comune di Palermo e le sue associazioni nonviolente.

Il Portavoce della Consulta Francesco Lo Cascio ha presentato i due anni di attività di questo organismo di partecipazione dell’amministrazione comunale.

E’ stato presentato un documento riassuntivo che illustra tutte le attività svolte, i convegni, le iniziative culturali, la partecipazione alle iniziative di Palermo Capitale della Cultura, la settimana della pace svolta in primavera, le attività di educazione alla Pace, i concorsi fotografici per gli studenti.

Le associazioni nonviolente, come il MIR di Palermo, hanno presentato la trentennale presenza a Palermo e le loro svariate attività.

I presenti all’incontro hanno illustrato i loro diversi campi di  attività, della pastorale sociale e del lavoro, all’ecumenismo, alla Caritas, all’impegno missionario e per la cooperazione internazionale, alle iniziative per la salvaguardia del creato.

L’arcivescovo ha mostrato parole di consenso e compiacimento, ricordando la figura di Dossetti e le sue iniziative per la promozione della pace e della giustizia.

Sono state quindi ricordate le difficili condizioni dei migranti e l’importante ruolo di assistenza delle ONG.

Al termine dell’incontro sono stati presentati i progetti futuri, dalla partecipazione alla Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza, alle iniziative di educazione alla Pace e la promozione nella diocesi di Palermo di un Punto Pace di Pax Christi, associazione cattolica per la Pace.

 

Giornale di Sicilia 10/11/19 p. 16

APPELLO CITTADINO PER IL RITIRO DEI MILITARI ITALIANI DALLA TURCHIA se

armi-3-8Esprimiamo tutta la nostra preoccupazione e condanna per l’invasione Turca dei territori Curdi del nord della Siria.

Un’aggressione mascherata da operazione antiterrorismo che ingenerosamente colpisce una popolazione che ha tanto sofferto in questi prolungati anni di guerra all’ISIS e che tanto ha contribuito con il proprio sangue alla sconfitta sul campo di Daesh.

 

La convivenza tra la popolazione turca e curda in queste regioni è stata storicamente possibile e potrà esserlo ancora solo se lo Stato Turco accetti di sedersi a un tavolo di trattative con i rappresentanti curdi, con pari dignità, per trovare un accordo sul riconoscimento e indipendenza dei loro territori.

La comunità internazionale, l’Europa, l’Italia, hanno ancora fresco un debito di riconoscenza nei confronti delle donne e degli uomini curdi che si sono battuti fino alla morte per fermare il comune nemico Daesh e salvaguardare la sicurezza e serenità dell’Europa e del nostro Paese, di noi tutti.

 

Invece l’Italia sostiene militarmente il paese aggressore, con commessi militari[1], e con la presenza di propri militari e batterie di missili terra aria SAMP/T schierati sui confini della Siria[2].

samp

 

Chiediamo quindi che il governo italiano:

  • ritiri immediatamente dall’area, le truppe e le batterie di missili terra aria SAMP/T attualmente schierati a Kahramanmaras;
  • sospenda ogni collaborazione militare con la Turchia, sia addestramento, che commercio d’armi e cooperazione dell’industria bellica (nel rispetto della legge 185/90, che vieta le esportazioni militari verso i paesi belligeranti).

 

Chiediamo che si avvii immediatamente, in tutte le sedi internazionali, una forte e decisa azione diplomatica affinché:

 

  • cessino immediatamente le ostilità e si fermino le manovre di invasione del territorio siriano abitato storicamente dalla popolazione curda;
  • si dia mandato senza esitazioni a una delegazione internazionale che garantisca in loco la fine delle ostilità, il rispetto dei confini, il diritto internazionale; • si provveda all’invio di soccorsi per le vittime e per i profughi del conflitto.

Consulta cittadina per la pace, la nonviolenza, i diritti umani, il disarmo

Acli Palermo, Mir Palermo, WILPF, Accademia di psicologia applicata APA, Come una marea, Palermo Pride, Centro Arcobaleno 3P, Hryo, Sail Race Accademy.

 

[1] Negli ultimi 4 anni, L’Italia ha venduto alla Turchia 890 milioni di euro in armamenti e consegnato materiale di armamento per 463 milioni di euro.

Nel 2018 il valore delle esportazioni in Turchia di “materiali d’armamento” autorizzate dal ministero degli Esteri è stato di 362,3 milioni di euro, con un aumento del 36% rispetto all’anno precedente (266,1 milioni), si legge nella relazione governativa al Parlamento.

Ankara è da molti anni uno dei maggiori clienti dell’industria bellica italiana e le forze armate turche hanno diversi elicotteri T129, di fatto una licenza di coproduzione degli elicotteri d’attacco italiani di AW129 Mangusta. Nel 2018 sono state concesse 70 licenze di esportazione definitiva. Tra i materiali autorizzati: armi o sistemi d’arma di calibro superiore ai 19.7 millimetri, munizioni, bombe, siluri, arazzi, missili e accessori oltre ad apparecchiature per la direzione del tiro, aeromobili e software.

In particolare nel 2018 sono state concesse 70 licenze di esportazione definitiva per un controvalore di oltre 360 milioni di euro (fonte: Rete Italiana Disarmo su dati parlamentari).

 

[2] Inoltre l’Italia partecipa alla missione NATO Active Fence con 130 unità di personale militare, nella base di

Kahramanmaras. Il fabbisogno finanziario della missione è stimato in euro 11.794.944 (Senato,17° legislatura relazione 25, schede 37- 42)

Dal 12 ottobre 2016 è presente in Turchia un contingente italiano, il 4° Reggimento Artiglieria Controaerei “Peschiera”.

L’Italia schiera in Turchia la batteria dei SAMP/T italiani, con il supporto di un altro velivolo radar AWACS (Airborne Warning and Control System).

Il sistema antiaereo e antimissile a medio raggio SAMP/T è stato sviluppato dal consorzio europeo “Eurosam” formato dalle aziende MBDA Italia (gruppo Leonardo-Finmeccanica) e Thales (Francia). Basato sul missile intercettore “Aster 30” con un raggio sino a 100 km e una velocità massima di 1.400 m/s.

Difficile non notare che dopo l’abbattimento da parte di un F-16 turco di un bombardiere russo il 24 novembre 2016, tutti i partner NATO hanno ritirato le loro batterie di missili terra-aria dal sud della Turchia, tranne l’Italia. (dati: Analisidifesa.it)

 

Kahramanmaras