Consulta della Pace e delle Culture condannano la deportazione dei migranti di Riace

I presidenti delle consulte della Pace e delle Culture esprimono sdegno per la deportazione dei migranti residenti a Riace, comunque venga dissimmulata giustificata, la dichiarazione del Viminale “A Riace non ci sarà alcun trasferimento obbligatorio: i migranti si muoveranno solo su base volontaria” appare improntata ad ipocrisia. I due Presidenti sostengono la dichiarazione del Sindaco Orlando il quale dichiara che “dietro le politiche sempre più violente e xenofobe contro i migranti si nasconde un disegno più ampio che rischia di minare alla base la cultura della convivenza civile, della solidarietà sociale, dell’accoglienza e dell’incontro, che sono state alla base dell’Italia democratica”.

Non mancheranno occasioni per ribadire direttamente i nostri valori di democrazia, accoglienza, ripudio dell’intolleranza.

FRANCESCO LO CASCIO

p. La Consulta della Pace

KOBENA IBRAHIMA

p. La Consulta delle Culture

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Solidarietà a Claudio Fava

Riconciliazione

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Al Sud e in Sicilia purtroppo siamo abituati alle intimidazioni.

• Talvolta con dei proiettili in busta, come quelle indirizzate a Claudio Fava, presidente della commissione antimafia dell’Assemblea Regionale Siciliana e al giudice Luigi Patronaggio di Agrigento, colpevole di indagare sul ministro degli interni.

• Talvolta con inchieste strumentali come nel caso di Mimmo Lucano, Sindaco di Riace, inquisito come Danilo Dolci un tempo.

• Talvolta vedendosi negare – due volte in un mese – la propria bandiera di navigazione, come la nave Aquarius di Sos Mediterraneé, colpevole di Umanità.

Chi sembra non temere nulla in questo momento sono Matteo Messina Denaro, camorristi e ndranghetisti.

Il ministro degli interni è intanto in altre faccende affaccendato.

Noi, come sempre, saremo vicini agli ultimi, ai senza voce, alle vittime dei poteri, vecchi e nuovi:

oggi accanto a Claudio Fava.

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L’appello per una Rete delle Ambasciate di Pace

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  • Vogliamo affermare il Diritto alla Pace per tutta l’umanità, l’ONU ha sancito questo diritto con le dichiarazioni 71/189[1], vogliamo che sia applicato ai nostri popoli del Mediterraneo e del Medio Oriente.
  • Vogliamo che questo diritto abbracci i diritti sanciti dalla Carta della Terra[2], dall’Accordo di Parigi (COP21)[3], dalla Carta di Palermo[4] e dalla Dichiarazione di Barcellona[5].
  • Vogliamo pertanto che il diritto alla Pace sia in primo luogo riaffermazione della necessità del disarmo – a cominciare dalla proibizione delle armi nucleari – e della facoltà di obiezione a tutte le guerre[6]. Vogliamo che il diritto alla Pace includa l’Ecologia nei rapporti tra gli esseri umani e la Natura[7].
  • Sogniamo un Mediterraneo libero da conflitti, libero da armi di distruzione di massa, libero da muri, frontiere, vigilanze armate, libero nella circolazione delle persone e delle idee, ponte di dialogo tra persone impegnate in un lavoro comune, Mare di Pace e non di conflitti.
  • Vogliamo che la zona libera dalle armi nucleari dell’Africa[8] si estenda a tutto il Mediterraneo e all’intero Medio Oriente.
  • Vogliamo farci Ambasciatori della Pace, in modo organizzato e non soltanto simbolico.
  • Il convegno “Mediterraneo, Nonviolenza Pace”, promosso dalla Consulta della Pace del Comune di Palermo, lancia il progetto per una Rete di Ambasciate di Pace – sostenitrice del Diritto alla Pace e delle campagne che lo promuovono – collegandosi con le principali reti nonviolente europee e internazionali[9].
  • Le Ambasciate di Pace[10] nascono dall’esperienza maturata nei conflitti dell’Iraq e dei Balcani, oggi vogliamo proporle in Europa e nel Maghreb. Il transito della 2a Marcia Mondiale della Nonviolenza[11] sarà occasione per la loro diffusione, coinvolgendo realtà istituzionali e di base che operano per l’affermazione dei Diritti Umani, della Solidarietà, dello Stato di Diritto, della Giustizia.
  • Chiediamo a codeste realtà di esporre le insegne di “Ambasciata di Pace” e di condividere in rete il proprio operato in vista della promozione di un convegno internazionale nella città di Palermo.
  • Auspichiamo un comune eco-sviluppo euro-africano, attingendo ai finanziamenti resi disponibili dal green climate found[12], che possa soppiantare gli interventi aggressivi con logica da vecchie e nuove potenze coloniali[13].
  • Vogliamo che Palermo e la Sicilia siano gemellate con le città all’avanguardia nella lotta contro la minaccia climatica e nucleare, come Los Angeles e la California.
  • Vogliamo che Palermo sia candidata a sede di una prossima Conferenza[14] internazionale tra Unione Europea ed Unione Africana.

Appello sostenuto da:

  • Consulta per la Pace, la Nonviolenza, i diritti umani, il disarmo del Comune di Palermo
  • IPRI CCP italian Peace research Institute
  • WILPF
  • Disarmisti Esigenti

[1] A/RES/71/189

[2] http://earthcharter.org/discover/the-earth-charter/

[3] https://ec.europa.eu/clima/policies/international/negotiations/paris_it

[4] https://www.palermocapitalecultura.it/carta-di-palermo/

[5] https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=LEGISSUM%3Ar15001

[6]A/HRC/20/31 artt. 3 e 5 https://www.ohchr.org/Documents/HRBodies/HRCouncil/RegularSession/Session20/A-HRC-20-31_en.pdf

[7] http://w2.vatican.va/content/francesco/it/encyclicals/documents/papa-francesco_20150524_enciclica-laudato-si.html

[8] http://disarmament.un.org/treaties/t/pelindaba

[9] http://www.ifor.org/ , https://www.wri-irg.org

[10] https://bit.ly/2xHasDD

[11] https://marciamondiale.org/

[12] https://www.greenclimate.fund

[13] https://www.ilsole24ore.com/art/mondo/2018-09-03/cina-continua-l-espansione-africa-pechino-offre-altri-60-miliardi-finanziamenti-172921.shtml?uuid=AEZ4pziF

[14] http://www.europarl.europa.eu/the-president/it/sala-stampa/intervento-di-apertura-conferenza-di-alto-livello-sull-africa-antonio-tajani-presidente-del-parlamento-europeo-un-nuovo-partenariato-tra-unione-europea-e-africa.pdf

2 Ottobre Giornata mondiale della Nonviolenza: conclusioni del convegno “Mediterraneo, Nonviolenza, Pace”. Ambasciate di Pace, 2 Marcia Mondiale della Nonviolenza

La Consulta per la pace di Palermo ha organizzato una quattro giorni, dal 29 settembre al 2 ottobre 2018,  sul tema del “Mediterraneo mare di pace”  per lanciare il progetto di una “Rete delle ambasciate di pace”. Tale Rete è stata considerata uno strumento fondamentale per realizzare il sogno di un bacino di popoli non squassati da conflitti distruttivi, ma costruttori di ponti di dialogo, di scambi, di libera circolazione di persone impegnate in un lavoro comune .  Primi promotori della Rete, oltre alla Consulta, saranno  i Disarmisti esigenti, la WILPF Italia, l’IPRI.  

Nella ricca discussione sono intervenuti i protagonisti delle esperienze nonviolente in Sicilia.

Le Ambasciate di pace, ha sottolineato il portavoce della Consulta Francesco Lo Cascio, nascono dall’esperienza nei conflitti dell’Iraq e dei Balcani (fondamentale il ruolo di Alberto L’Abate nella loro ideazione e sperimentazione); ed il convegno ha inteso delinearne una forma innovativa adatta a mettere in relazione i soggetti della società civile già impegnati nella risoluzione nonviolenta dei conflitti, favorendo lo scambio di esperienze al fine di inserire più facilmente nel conflitto locale l’aggancio con una prospettiva  globale di diritto internazionale.

Tale progetto, come è scritto nel Manifesto che il Convegno ha adottato all’unanimità , troverà una occasione di diffusione con la 2 Marcia Mondiale della Nonviolenza, che nel suo percorso italiano farà tappa a Palermo.  Un grosso contributo alla diffusione internazionale della Rete sarà dato dal coinvolgimento di WILPF Internazionale, assicurato dalla presidente onoraria della sezione italiana Giovanna Pagani.

Il convegno ha espresso la sua adesione al progetto di pace per la Siria, proposto da Operazione Colomba; all’ICE “Welcome Europe”;  alla campagna “Salva Acquarius e il soccorso in mare”.

Ha deciso di impegnarsi  in una mobilitazione perché Turi Vaccaro, attivista No MUOS attualmente in carcere,  ottenga la grazia e ha fatto  proprio un appello, presentato nella giornata dedicata all’intreccio tra minaccia nucleare e minaccia climatica, relatori Alfonso Navarra e Gianni Silvestrini, perché sia valorizzata ed imitata in Italia la decisione dello Stato di California di supporto al Trattato di proibizione delle armi nucleari anche in vista della mobilitazione per la COP24 in Polonia.  

L’incontro ha deciso di promuovere un nuovo Convegno sul “diritto alla pace” nei suoi vari aspetti (disarmo, ecologia, diritti umani, equo cosviluppo) i giorni in cui la marcia mondiale  passerà per Palermo.

Il Convegno ha infine proposto che Palermo si gemelli con la capitale della California, Stato all’avanguardia nella lotta contro la minaccia climatica ed insieme nucleare; e di candidare  la città a sede della Conferenza internazionale tra Unione Europea ed Unione Africana di cui si è parlato nella sessione del Parlamento Europeo convocata per le sanzioni all’Ungheria.

Il Sindaco di Palermo Leoluca Orlando ha ricevuto gli organizzatori del convegno ribadendo che ritiene “criminale” l’intenzione di fare dell’Europa una fortezza blindata e che il respingimento di uomini e donne che esercitano il loro diritto umano alla migrazione è passibile di un “processo di Norimberga”. Orlando ha ricordato di aver già presentato alla Procura della Repubblica di Roma, al presidente della Commissione Ue, a quello del parlamento europeo e alla Corte dell’Aia nel dicembre del 2017 un esposto contro le istituzioni europee e le loro “criminogene” politiche sull’immigrazione.

ANNIVERSARIO DI LIBERO GRASSI: la consulta della Pace propone una targa per la SIGMA in via Thaon de Ravel

La Sigma era la fabbrica di Libero Grassi. Si trovava negli scantinati di un edificio marroncino di 13 piani al n. 64 di via Thaon De Revel, di fronte l’ampio giardino della caserma Cascino, zona periferica, ai piedi del Monte Pellegrino all’epoca in espansione per edilizia residenziale. La Sigma sorse quando ancora la strada non era asfaltata, per mano di Libero, che, da un posto come quello fece partire la sua guerra al racket, divenendone l’antesignano, in tempi bui come i primi anni ’90, anni di terrore e di stragi. La storia di Libero è nota, ma noi vogliamo ricordare chi pagò con lui quella insanabile rottura con il potere mafioso, in tempi in cui tali denunce coraggiose non venivano tutelate dallo Stato. Un anno dopo la morte di Libero la Sigma dovette chiudere. I 150 dipendenti dell’azienda per la quale Libero Grassi morì andarono in cassa integrazione. La moglie Pina Maisano Grassi e i figli Alice e Davide rimasero fino alla fine a fianco delle operaie (perché la maggior parte erano donne) e fecero di tutto per salvare il loro posto di lavoro. Un piano della Gepi avrebbe dovuto trasformare l’azienda in Dali, dal nome dei figli Davide e Alice, ma si arenò tra inspiegabili pastoie burocratiche. Quello che angosciava più di tutto Pina Grassi, divenuta poi senatrice dei Verdi, era il fatto che la Sigma non lavorava, fu boicottata da più fronti. Se fosse riuscita ad andare avanti sarebbe stato un grande segnale di continuità e anche di speranza. Purtroppo, nonostante gli sforzi, dovettero interrompere il ciclo di lavorazione. Quando si è pionieri in una battaglia si devono incontrare tante difficoltà per poter poi fare da apripista a coloro che verranno dopo.

Oggi, 29 agosto 2018, a 27 anni dall’uccisione dell’imprenditore Libero Grassi, la Consulta della Pace, la Nonviolenza, i Diritti Umani, il Disarmo del Comune di Palermo chiede che, a ricordo del lavoro perduto di tanti operai che rimasero al fianco di quell’imprenditore Libero, venga ricordata, attraverso l’apposizione di una targa nei pressi del civico 64 di Via Thaon De Revel, la prima azienda Libera di Palermo, lì dove un tempo dove sorgeva la Sigma, a perenne esortazione e a sostegno di quanti hanno il coraggio oggi di denunciare.

Francesco Lo Cascio

p. la Consulta della Pace, la Nonviolenza, i Diritti Umani, il Disarmo del Comune di Palermo

ConsultadellaPace@Comune.Palermo.it

La Consulta della Pace chiede una targa in ricordo della SIGMA la fabbrica di #LiberoGrassi. GdS 30/08/18 p.16

Evola, SC: “Palermo capitale della cultura dell’accoglienza, adesione ampia e trasversale Odg”

Sinistra Comune

Consiglio comunale, Odg su iniziative pubbliche per giornate contro violenza e per diritti e libertà. Evola (SC), prima firmataria: “Palermo capitale della cultura dell’accoglienza, adesione ampia e trasversale”

(Palermo, 26/07/2018) – Approvato stamattina in Consiglio Comunale un Ordine del giorno largamente condiviso dai consiglieri in aula per organizzare iniziative pubbliche in occasione di giornate contro la violenza, la guerra, contro le discriminazioni e per ricordare personaggi che si sono battuti per le libertà. “Palermo si conferma capitale della cultura dell’accoglienza e della non violenza – asserisce Barbara Evola, consigliera di Sinistra Comune e prima firmatraia dell’Odg.

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