Concerto per i Diritti Umani all’ex Noviziato dei Crociferi

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Presentazione della legge sulla Cultura di Pace anche in questa legislatura

Peppino Lupo (PD) e  Stefania Campo (M5S)

I nostri primi sostenitori nella nuova legislatura

L’invito rivolto a tutti i parlamentari di tutti i gruppi politici

Le SSLL sono invitate a partecipare alla Conferenza per la riproposizione del pdl su “Cultura di Pace” 05 dicembre pv alle ore 15,00, presso la Sala Pio La Torre

(sala rossa).

In ragione del tema oggetto della proposta, la Consulta per la Pace del Comune di Palermo ed il comitato promotore del ddl, invitano a partecipare tutti i gruppi consiliari, invitando i capogruppi stessi al più ampio coinvolgimento dei parlamentari.

Il presente progetto di legge ha lo scopo precipuo di introdurre nell’ordinamento giuridico della Regione siciliana – analogamente ad altre Regioni d’Italia – una legge in favore di una cultura di Pace e dell’educazione alla non violenza, con l’auspicio che il territorio siciliano possa emanciparsi dalla presenza delle numerose installazioni militari divenendo al contempo, in ossequio alla sua naturale vocazione geografica, un ponte di pace tra i popoli del Mar Mediterraneo.

Il diritto alla pace, il diritto allo sviluppo e il diritto all’ambiente vengono annoverati tra i diritti umani di terza generazione ancora in attesa di un pieno riconoscimento giuridico in ambito nazionale a fronte di una piena attuazione dei diritti civili e politici (prima generazione) ed i diritti economici, sociali e culturali (seconda generazione). La peculiarità del caso italiano è da riscontrare nel fatto che numerose regioni hanno dato attuazione ai diritti di terza generazione ponendosi, così, alla testa del movimento costituzionalista mondiale mirante a dare piena effettività al “nuovo” Diritto universale dei diritti umani, già dal 1991; si contano, inoltre, numerosi Statuti di Comuni e Province che prevedono la “norma pace diritti umani” modellata sul prototipo regionale.

Questa, invero, costituisce una circostanza unica al mondo sia dal punto di vista prettamente giuridico che politico, sociale e culturale: la cultura della pace, dei diritti umani e della cooperazione – che può essere tradotta come “via istituzionale non violenta alla pace” – è una cultura “orientata all’azione” che sta coinvolgendo, in modo sempre più pregante, la scuola, l’università, l’associazionismo ed il volontariato, con benefico sviluppo della democrazia partecipativa e della cultura della legalità e della solidarietà.

In ordine ai diritti umani, gli ordinamenti giuridici (nazionali, subnazionali, internazionali) devono armonizzare le rispettive azioni politiche nella direzione della Dichiarazione Universale che pone gli stessi “a fondamento della libertà, della giustizia e della pace nel mondo”.

Il riconoscimento dei diritti umani e della pace, come diritto fondamentale, ha una duplice ricaduta su Regioni e Comuni: il rafforzamento della loro autonomia e la loro piena legittimazione a rivendicare ed esercitare il ruolo di ‘polo territoriale basilare’ nella dinamica del principio di sussidiarietà (in una sua accezione internazionale) che è tipico dei diritti umani.

Il presente disegno di legge – che nasce, su iniziativa del MIR e della Consulta per la Pace del Comune di Palermo, dalla proposta di un cartello di associazioni che operano da anni nel settore della cooperazione e della non violenza, delle diverse forme di obiezione di coscienza – mira a favorire iniziative che affrontino tematiche su conflitti bellici dimenticati, sulla relazione tra Pace, giustizia ed ambiente, su temi ecumenici e interconfessionali, sugli stili di vita, ed altro.

Per il conseguimento di questi obiettivi la Regione assumerà iniziative finalizzate a favorire interventi di enti locali, organismi associativi, istituzioni culturali, gruppi di volontariato e di cooperazione internazionale presenti in Sicilia.

L’ultima ragazza: reading con Arianna D’Arpa dal libro di Nadia Murad, Nobel per la Pace 20183

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Domenica a Villa Niscemi alle 09,30, Arianna D’Arpa legge Nadia Murad, Nobel per la Pace 2018.

Per la giornata contro la violenza sulle donne, la Consulta per la Pace e i Diritti umani, organizza un reading dal testo di della giovane Yazida scampata alle violenze dell’ISIS. Una denuncia contro tutte le violenze, contro l’intolleranza, contro la violenza maschile.

www.facebook.com/events/2235001156745065/

Consulta della Pace e delle Culture condannano la deportazione dei migranti di Riace

I presidenti delle consulte della Pace e delle Culture esprimono sdegno per la deportazione dei migranti residenti a Riace, comunque venga dissimmulata giustificata, la dichiarazione del Viminale “A Riace non ci sarà alcun trasferimento obbligatorio: i migranti si muoveranno solo su base volontaria” appare improntata ad ipocrisia. I due Presidenti sostengono la dichiarazione del Sindaco Orlando il quale dichiara che “dietro le politiche sempre più violente e xenofobe contro i migranti si nasconde un disegno più ampio che rischia di minare alla base la cultura della convivenza civile, della solidarietà sociale, dell’accoglienza e dell’incontro, che sono state alla base dell’Italia democratica”.

Non mancheranno occasioni per ribadire direttamente i nostri valori di democrazia, accoglienza, ripudio dell’intolleranza.

FRANCESCO LO CASCIO

p. La Consulta della Pace

KOBENA IBRAHIMA

p. La Consulta delle Culture

L’appello per una Rete delle Ambasciate di Pace

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  • Vogliamo affermare il Diritto alla Pace per tutta l’umanità, l’ONU ha sancito questo diritto con le dichiarazioni 71/189[1], vogliamo che sia applicato ai nostri popoli del Mediterraneo e del Medio Oriente.
  • Vogliamo che questo diritto abbracci i diritti sanciti dalla Carta della Terra[2], dall’Accordo di Parigi (COP21)[3], dalla Carta di Palermo[4] e dalla Dichiarazione di Barcellona[5].
  • Vogliamo pertanto che il diritto alla Pace sia in primo luogo riaffermazione della necessità del disarmo – a cominciare dalla proibizione delle armi nucleari – e della facoltà di obiezione a tutte le guerre[6]. Vogliamo che il diritto alla Pace includa l’Ecologia nei rapporti tra gli esseri umani e la Natura[7].
  • Sogniamo un Mediterraneo libero da conflitti, libero da armi di distruzione di massa, libero da muri, frontiere, vigilanze armate, libero nella circolazione delle persone e delle idee, ponte di dialogo tra persone impegnate in un lavoro comune, Mare di Pace e non di conflitti.
  • Vogliamo che la zona libera dalle armi nucleari dell’Africa[8] si estenda a tutto il Mediterraneo e all’intero Medio Oriente.
  • Vogliamo farci Ambasciatori della Pace, in modo organizzato e non soltanto simbolico.
  • Il convegno “Mediterraneo, Nonviolenza Pace”, promosso dalla Consulta della Pace del Comune di Palermo, lancia il progetto per una Rete di Ambasciate di Pace – sostenitrice del Diritto alla Pace e delle campagne che lo promuovono – collegandosi con le principali reti nonviolente europee e internazionali[9].
  • Le Ambasciate di Pace[10] nascono dall’esperienza maturata nei conflitti dell’Iraq e dei Balcani, oggi vogliamo proporle in Europa e nel Maghreb. Il transito della 2a Marcia Mondiale della Nonviolenza[11] sarà occasione per la loro diffusione, coinvolgendo realtà istituzionali e di base che operano per l’affermazione dei Diritti Umani, della Solidarietà, dello Stato di Diritto, della Giustizia.
  • Chiediamo a codeste realtà di esporre le insegne di “Ambasciata di Pace” e di condividere in rete il proprio operato in vista della promozione di un convegno internazionale nella città di Palermo.
  • Auspichiamo un comune eco-sviluppo euro-africano, attingendo ai finanziamenti resi disponibili dal green climate found[12], che possa soppiantare gli interventi aggressivi con logica da vecchie e nuove potenze coloniali[13].
  • Vogliamo che Palermo e la Sicilia siano gemellate con le città all’avanguardia nella lotta contro la minaccia climatica e nucleare, come Los Angeles e la California.
  • Vogliamo che Palermo sia candidata a sede di una prossima Conferenza[14] internazionale tra Unione Europea ed Unione Africana.

Appello sostenuto da:

  • Consulta per la Pace, la Nonviolenza, i diritti umani, il disarmo del Comune di Palermo
  • IPRI CCP italian Peace research Institute
  • WILPF
  • Disarmisti Esigenti

[1] A/RES/71/189

[2] http://earthcharter.org/discover/the-earth-charter/

[3] https://ec.europa.eu/clima/policies/international/negotiations/paris_it

[4] https://www.palermocapitalecultura.it/carta-di-palermo/

[5] https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=LEGISSUM%3Ar15001

[6]A/HRC/20/31 artt. 3 e 5 https://www.ohchr.org/Documents/HRBodies/HRCouncil/RegularSession/Session20/A-HRC-20-31_en.pdf

[7] http://w2.vatican.va/content/francesco/it/encyclicals/documents/papa-francesco_20150524_enciclica-laudato-si.html

[8] http://disarmament.un.org/treaties/t/pelindaba

[9] http://www.ifor.org/ , https://www.wri-irg.org

[10] https://bit.ly/2xHasDD

[11] https://marciamondiale.org/

[12] https://www.greenclimate.fund

[13] https://www.ilsole24ore.com/art/mondo/2018-09-03/cina-continua-l-espansione-africa-pechino-offre-altri-60-miliardi-finanziamenti-172921.shtml?uuid=AEZ4pziF

[14] http://www.europarl.europa.eu/the-president/it/sala-stampa/intervento-di-apertura-conferenza-di-alto-livello-sull-africa-antonio-tajani-presidente-del-parlamento-europeo-un-nuovo-partenariato-tra-unione-europea-e-africa.pdf

2 Ottobre Giornata mondiale della Nonviolenza: conclusioni del convegno “Mediterraneo, Nonviolenza, Pace”. Ambasciate di Pace, 2 Marcia Mondiale della Nonviolenza

La Consulta per la pace di Palermo ha organizzato una quattro giorni, dal 29 settembre al 2 ottobre 2018,  sul tema del “Mediterraneo mare di pace”  per lanciare il progetto di una “Rete delle ambasciate di pace”. Tale Rete è stata considerata uno strumento fondamentale per realizzare il sogno di un bacino di popoli non squassati da conflitti distruttivi, ma costruttori di ponti di dialogo, di scambi, di libera circolazione di persone impegnate in un lavoro comune .  Primi promotori della Rete, oltre alla Consulta, saranno  i Disarmisti esigenti, la WILPF Italia, l’IPRI.  

Nella ricca discussione sono intervenuti i protagonisti delle esperienze nonviolente in Sicilia.

Le Ambasciate di pace, ha sottolineato il portavoce della Consulta Francesco Lo Cascio, nascono dall’esperienza nei conflitti dell’Iraq e dei Balcani (fondamentale il ruolo di Alberto L’Abate nella loro ideazione e sperimentazione); ed il convegno ha inteso delinearne una forma innovativa adatta a mettere in relazione i soggetti della società civile già impegnati nella risoluzione nonviolenta dei conflitti, favorendo lo scambio di esperienze al fine di inserire più facilmente nel conflitto locale l’aggancio con una prospettiva  globale di diritto internazionale.

Tale progetto, come è scritto nel Manifesto che il Convegno ha adottato all’unanimità , troverà una occasione di diffusione con la 2 Marcia Mondiale della Nonviolenza, che nel suo percorso italiano farà tappa a Palermo.  Un grosso contributo alla diffusione internazionale della Rete sarà dato dal coinvolgimento di WILPF Internazionale, assicurato dalla presidente onoraria della sezione italiana Giovanna Pagani.

Il convegno ha espresso la sua adesione al progetto di pace per la Siria, proposto da Operazione Colomba; all’ICE “Welcome Europe”;  alla campagna “Salva Acquarius e il soccorso in mare”.

Ha deciso di impegnarsi  in una mobilitazione perché Turi Vaccaro, attivista No MUOS attualmente in carcere,  ottenga la grazia e ha fatto  proprio un appello, presentato nella giornata dedicata all’intreccio tra minaccia nucleare e minaccia climatica, relatori Alfonso Navarra e Gianni Silvestrini, perché sia valorizzata ed imitata in Italia la decisione dello Stato di California di supporto al Trattato di proibizione delle armi nucleari anche in vista della mobilitazione per la COP24 in Polonia.  

L’incontro ha deciso di promuovere un nuovo Convegno sul “diritto alla pace” nei suoi vari aspetti (disarmo, ecologia, diritti umani, equo cosviluppo) i giorni in cui la marcia mondiale  passerà per Palermo.

Il Convegno ha infine proposto che Palermo si gemelli con la capitale della California, Stato all’avanguardia nella lotta contro la minaccia climatica ed insieme nucleare; e di candidare  la città a sede della Conferenza internazionale tra Unione Europea ed Unione Africana di cui si è parlato nella sessione del Parlamento Europeo convocata per le sanzioni all’Ungheria.

Il Sindaco di Palermo Leoluca Orlando ha ricevuto gli organizzatori del convegno ribadendo che ritiene “criminale” l’intenzione di fare dell’Europa una fortezza blindata e che il respingimento di uomini e donne che esercitano il loro diritto umano alla migrazione è passibile di un “processo di Norimberga”. Orlando ha ricordato di aver già presentato alla Procura della Repubblica di Roma, al presidente della Commissione Ue, a quello del parlamento europeo e alla Corte dell’Aia nel dicembre del 2017 un esposto contro le istituzioni europee e le loro “criminogene” politiche sull’immigrazione.